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LA FABBRICA DEL GROTTESCO

LA FABBRICA DEL GROTTESCO

Il teatro di Chiarelli, Rosso di San Secondo, Cavacchioli e Antonelli

«La sera del 31 maggio del 1916, al debutto de La maschera e il volto, Luigi Chiarelli non immagina neanche lontanamente che la sua opera prima possa regalargli in breve tempo una notorietà tale da attribuirgli la creazione della scuola cosiddetta del Grottesco, tra le cui fila la critica farà convergere via via le opere di Enrico Cavacchioli, Luigi Antonelli, Pier Maria Rosso di San Secondo e dello stesso Chiarelli.
 

 


Laura Cannavacciuolo
Postfazione di Angelo Pupino
Formato:140x210
Pagg.172
978-88-7937-579-5
€ 10,00


Le ricerche che compongono questo volume offrono un quadro ampio e organico della complessa vicenda di questo teatro. Partendo dalla storia della sua ricezione critica, si propone una attenta disamina dell’attività drammaturgica dei singoli autori puntando ad evidenziarne i fattori di eccentricità, ma anche convergenze teoriche e richiami intertestuali. L’ansia del sublime, la nostalgia del tragico, la percezione del ridicolo, rimodellati e tradotti in forme diverse e personalissime, segnano il trait d’union tra gli autori del Teatro Grottesco.
L’indagine su un fenomeno tanto controverso e problematico, piuttosto che suggerire conclusioni, mira a moltiplicare i punti di domanda. Una implicita ambizione è sollecitare il lettore a riprendere dagli scaffali quei testi impolverati, a dare loro una seconda occasione, nella consapevolezza che «la fortuna di una battuta si affida all’orecchio di chi l’ascolta, non mai alla lingua di chi la dice».

Antonio Saccone

Il libro, articolato in sette capitoli dedicati ai protagonisti del Teatro Grottesco, intende ricostruire la rete di relazioni personali e letterarie che hanno portato alla rinascita della scena italiana fra Otto e Novecento.
L’indagine prende avvio da una breve panoramica del Grottesco in Italia (1916-1924) per poi intraprendere un percorso analitico attraverso le opere dei singoli autori. Il capitolo, infatti, è dedicato a Luigi Chiarelli, “ideatore” e teorico del Teatro Grottesco: la sua opera principale, La maschera e il volto, rievoca gli intrecci del Mattia Pascal pirandelliano, arrivando a conoscere un discreto successo cinematografico grazie agli adattamenti di Genina e Mastrocinque. Seguono i capitoli dedicati a Rosso di San Secondo, una delle figure più interessanti di questo teatro per la sua vena “espressionista”: la sua drammaturgia ricca di figure femminili complesse e di triangoli insostenibili invita alla riflessione sui temi della libertà e del tradimento.
Il V capitolo si apre quindi al teatro di Cavacchioli, che offre importanti spunti per ciò che concerne il dibattito sul Novecento e la Commedia dell’arte (non a caso uno dei suoi attori prediletti è Raffaele Viviani). Chiudono la raccolta due saggi dedicati a Luigi Antonelli: il primo riguarda il suo particolare “umorismo fantastico” e gli ambigui rapporti personali con Luigi Pirandello; il secondo analizza la personale operazione di riscrittura del mito di Cassandra compiuta dall’autore ne La casa a tre piani.

Laura Cannavacciuolo svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Studi Comparati dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, dove ha conseguito il Dottorato in Italianistica. Studiosa di letteratura italiana dell’Otto-Novecento, ha pubblicato studi critici su Rosso di San Secondo, Antonelli, Malaparte, Bianciardi e Rea, apparsi in riviste specializzate e in volumi collettanei. Dal 2009 è coordinatore di redazione della rivista «Sinestesie», per la quale cura la sezione «Narrativa».


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