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SALDI DI FINE EMOZIONE

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FINALISTA PREMIO REA XVII EDIZIONE

«Ebbene, don Conese, in base alla mia esperienza, lo sa come io definisco quello di cui lei ha parlato? La chiamo i-pocri-de-mo-cra-zia.
Non mi guardi perplesso. Adesso le spiego».

«Avvocà», lo interruppe deciso e pacatamente seccato don Conese, «vi ho già detto che io non ho la cultura dei libri, ma sapete quanti ne ho ascoltati come e meglio di voi, senz'offesa? Io da giovane i soldi per i libri non li tenevo, ma la testa sì. Io nella vita mi sono sempre dovuto arrangiare e tutto quello che so e che ho imparato, diciamo che prima me lo sono scritto sulla pelle mia, e poi me lo sono ripetuto in testa.

 


GEO NOCCHETTI
Formato:14x21
Pagg.136
978-88-7937-520-7
€ 12,00


Voi avete detto ipocridemocrazia, è così? Cioè avete voluto far capire che lo Stato mette al primo posto la bugia, la falsità, l'ipocrisia?».

«Già», rispose quasi imbarazzato Gino.

Gino è un avvocato di raro talento che però non ha raggiunto, e forse nemmeno perseguito, il vero successo professionale: lo guida, all'apparenza, un nichilistico cupio dissolvi che lo porta a dissipare capacità e occasioni. Ha smarrito l 'idea terrena di giustizia e usa il sesso come un'arma: "entomologo femminile", etologo dell'umanità, soprattutto quella di confine, tratta con lo stesso distaccato disprezzo i peccatori che si comportano da virtuosi, i virtuosi che vivono da peccatori, i peccati trasformati in reati e viceversa, in una società che ha messo al centro del contratto sociale l'ipocrisia fino a farne la propria forma di governo: l'«ipocridemocrazia».

Finché un giorno una donna gli annuncia con messaggi anonimi che presto si incontreranno, e che quest'incontro cambierà la sua vita. Ma prima dovrà affrontare un viaggio al termine della notte attraverso "terre di mezzo" abitate da persone apparentemente comuni o importanti, stimate in pubblico, miserabili e pericolose nel privato.

Gino finirà per smascherarli nella loro reale essenza di mostri a volte sanguinari, sempre spietati e aridi, perfetti esponenti di quella società regolata dall'ipocridemocrazia; ma metterà a repentaglio la sua vita e pagherà un prezzo altissimo prima di arrivare da dove è partito, alla "verità bambina".

Seguendo la scansione narrativa di un thriller cupo e visionario, il romanzo si snoda attraverso personaggi e situazioni marcati da un'atavica deformità antropologica o morale: Mirva, la ninfomane spietata ma politicamente corretta; Elena, l'ex moglie amorale e cinica; l'inquietante capo camorra Don Conese; l'agghiacciante sottosegretario Iesi e il suo pupazzo Mitri, capopartito cialtrone;

Severo, il magistrato traditore e Fenzi, il magistrato esemplare; il complotto affidato all'esercito degli «Inesistenti» in una lotta tra Male e Bene oramai non più riconoscibili con certezza; fino alla donna misteriosa che, quando si svelerà, condurrà Gino al bivio tra la catastrofe e un'ambigua catarsi.

Geo Nocchetti, Geo Nocchetti nasce a Campobasso il 22 aprile 1959.

A ventidue anni si laurea con lode in Giurisprudenza all'Università "Federico II" di Napoli e, contemporaneamente, diventa giornalista professionista e poi avvocato. Comincia a lavorare come inviato speciale del «Diario di Napoli», poi collabora con «Il Mattino» e infine approda alla RAI, nel 1983 a Potenza e a partire dal 1988 a Napoli, dove è inviato speciale e vice caporedattore.

Si occupa di criminalità organizzata e di cronaca giudiziaria e nera, ma attualmente segue anche la cultura e gli spettacoli.

Lavora, sia in Italia che all'estero, per trasmissioni come «Samarcanda», «Piacere Raiuno», «Uno Mattina», «Italie» e «Serata Tg1». Dal 1988 al1996 è il corrispondente del settimanale «Famiglia Cristiana», dal 1996 al 2002 è inviato per «La cronaca in diretta», trasmissione per la quale realizza oltre 900 dirette. Dal 2000 al 2002 effettua servizi e collegamenti per la trasmissione "Porta a Porta».

Dal 2008 è editorialista del «Corriere del Mezzogiorno», l'edizione campana del «Corriere della Sera».

Ha pubblicato due biografie: Il sognatore (Rai-Eri, 2004) su Peppino di Capri e Napoli solo andata. Il mio lungo viaggio (Sperling & Kupfer, 2005) su Mario Merola.


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