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LINGUA SPAGNOLA E CULTURA ISPANICA NEL REGNO DI NAPOLI FRA RINASCIMENTO E BAROCCO TESTIMONIANZE A STAMPA

LINGUA SPAGNOLA E CULTURA ISPANICA NEL REGNO DI NAPOLI FRA RINASCIMENTO E BAROCCO TESTIMONIANZE A STAMPA



Le opere edite in lingua spagnola a Napoli fra Rinascimento e Barocco sono la testimonianza più illustre sul bilinguismo diffuso in certe aree sociali lungo i due secoli in cui il Regno formò parte della Corona di Spagna (1503-1707).


AA.VV
A Cura di Encarnacin Snchez Garca
Contributi di:
Andrea Baldissera, Mercedes Blanco, Vincenzo Boni, Pierre Civil, Maria DAgostino, Marco Federici, Elena Gallego, Flavia Gherardi, Maria Gabriella Mansi, Giuseppe Mazzocchi, Roberto Mondola, Francisca Moya, Elena Papagna, Laura Rodrguez Fernndez, Encarnacin Snchez Garca, Marco Santoro, Maria Francesca Stamuli, Tobia R. Toscano

Formato:170 x 240
Pagg.484
978-88-7937-635-8
€ 50,00


Infatti, essendo la produzione regnicola a stampa destinata in buona parte a un mercato interno, il corpus in castigliano (oltre 300 edizioni localizzate finora) costituisce una indicazione preziosa sull’esistenza di un pubblico autoctono interessato alla fruizione letteraria in quella lingua. Ma le stampe napoletane ispaniche trovavano diffusione anche in altri territori di lingua castigliana, favorendo così l’integrazione del Regno di Napoli nel complesso organismo politico della Monarchia Cattolica.
Il volume accoglie saggi su alcune delle principali opere in lingua spagnola stampate a Napoli nel Cinquecento (il teatro di Bartolomé Torres Naharro, 1517, la storiografia di Pedro de Salazar, 1552) e nel Seicento (il Pusílipo e la España defendida di Suárez de Figueroa, il trattato Los incendios di Francisco de Alegría dedicato all’eruzione del Vesuvio del 1631, le opere di Antonio Pérez Navarrete edite a Trani, la poesia epitalamica gongorina di Salcedo Coronel, la Historia di Araujo sulla conquista turca di Otranto, il poema epico El Macabeo del medico ebreo Miguel de Silveira). Altri lavori versano sulla produzione latina dedicata all’imperatore Carlo V nel suo soggiorno napoletano del 1535 e sulla poesia cortigiana di Bartolomé Argensola per il viceré Lemos, così come su manoscritti d’interesse ispanico (quello plurilingue di Quevedo conservato nella Biblioteca Nazionale di Napoli e altri sulla cartografia del territorio napoletano tra metà Cinquecento e inizi Settecento). Ci sono inoltre saggi dedicati a indagini sulla sensibilità religiosa (il culto all’Immacolata Concezione) e sul gusto (le feste nella Napoli barocca), mentre un altro si occupa della ricaduta di eventi napoletani fuori dai confini del Regno (le relazioni a stampa milanesi sulla vita politica e cortigiana di Napoli).

Encarnación Sánchez García è nata a Jabalquinto (Spagna) ed è professore ordinario di Letteratura spagnola presso l’Università di Napoli “L’Orientale”.


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