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INTERROGANDO ASSIDUI

INTERROGANDO ASSIDUI

Scelta antologica di versi dal 1961 a oggi

"L’antologia che sta curando l’amico Robertomaria Siena è l’occasione giusta per ricapitolare tutto quello che in un cinquantennio di intenso sodalizio mi è entrato dentro del mondo poetico di Paolo.
Vorrei, a questo riguardo, tentare di “tagliare”, per così dire, il tempo trascorso per riuscire a cavare luci e ombre di quel mondo: dal suo impegno politico, vissuto senza furbi coinvolgimenti ma con tenace e coerente rispetto dei suoi valori di giovane partigiano, al suo fare civile nella professione forense, all’entusiasmo di dedicarsi per tutta la vita alla pittura e alla poesia senza facili e mutevoli adesioni, ma con alcuni capisaldi di onestà intellettuale che hanno strutturato la sua lunga vita di novantenne frizzante, aperto al mondo, ancora e più che mai curioso di vivere e felice di farlo.nsomma, Cristiano ha messo in gioco tutto se stesso, il suo intero percorso, facendosene attore e vittima nel contempo, nel giudizio consapevole e severo, nel coinvolgimento profondo e sofferto, nella “pietà” del cristiano laico, nel rifiuto di questo deviato “presente televisivo”.
Su queste basi la poesia di Paolo, la sua arte, il suo vivere con passione e amore, hanno fecondato questo lungo nostro tempo ridandogli slancio e spessore e contribuendo, con altri pochi, a sollevarlo da una mortificante fatuità senza memoria e senza futuro". 


(dalla Prefazione di Nicola Terzulli)

 


Paolo Cristiano
A cura di Robertomaria Siena
Prefazione di Nicola Terzulli
Formato:140x210
Pagg.262
in corso di stampa
978-88-7937-690-7
€ 12,00


Insomma, Cristiano ha messo in gioco tutto se stesso, il suo intero percorso, facendosene attore e vittima nel contempo, nel giudizio consapevole e severo, nel coinvolgimento profondo e sofferto, nella “pietà” del cristiano laico, nel rifiuto di questo deviato “presente televisivo”.
Su queste basi la poesia di Paolo, la sua arte, il suo vivere con passione e amore, hanno fecondato questo lungo nostro tempo ridandogli slancio e spessore e contribuendo, con altri pochi, a sollevarlo da una mortificante fatuità senza memoria e senza futuro». 


(dalla Prefazione di Nicola Terzulli)

Paolo Cristiano è nato a Teano, in provincia di Caserta, nel settembre del 1919.
Laureatosi in Giurisprudenza all’Università di Firenze, è stato volontario nell’ultima guerra mondiale e partigiano combattente. Arrestato dai tedeschi a Venezia, rinchiuso ai Paolotti in Padova, processato e condannato, fu deportato in Germania.
Ritornato in Italia alla fine del conflitto, ha esercitato la professione forense principalmente come legale di ruolo nell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.
Dal 1957 vive a Roma, dividendo i suoi interessi tra poesia e pittura.
Ha pubblicato: Non redime saperlo (Padova, 1961); Tra muro e muro (Roma-Macerata, 1965); Dopo la fine, con una litografia di Luigi Gheno (Roma, 1968); Cinque litografie originali e versi inediti, con nota di Giacinto Spagnoletti (Roma, 1972); Le mani vuote, con presentazione di Mario Pomilio (Alba, 1976); Lettera di Ferragosto (Padova, 1980); ‛A meglio cosa (Roma, 1983); Crescita di luce, con un’acquaforte originale di José Ortega (Roma, 1983); Da Saffo a Lorca in napoletano, con introduzione di Mario Scotti (Napoli, 1988); Segni a deriva, con una lettera di Roberto Pazzi (Ragusa, 1991); Disincanti, con nota introduttiva di Anna Rita Guaitoli e cinque disegni dell’Autore (Ragusa, 1994); Contumacia, con nota di Paolo Ruffilli (Spinea Venezia, 1995); Naufragio di frontiere e primi versi (Spinea Venezia, 1996); Pe’ senza niente, con nota introduttiva di Eugenio Scalambrino (Napoli, 1997); Luoghi e stagioni (Lecce, 1998); Sosta a Isola Farnese e Jerosolimitana (Spinea Venezia, 2000), entrambe con nota di Paolo Ruffilli; Questo è quanto (Spinea Venezia, 2001); Il colore dell’ombra (Spinea Venezia, 2002); Le spine del vivere (Spinea Venezia, 2003); Le piaghe di Giobbe e la speranza (Spinea Venezia, 2005); A futura memoria (Spinea Venezia, 2006); In candore di fuoco (Spinea Venezia, 2007); Vecchio invano (Spinea Venezia, 2008); Postille (Spinea Venezia, 2009).
Per Tullio Pironti ha già pubblicato la raccolta di poesie in vernacolo Nu zumpo ‘e ll’anema (2010) e Mentre vita tramonta. Versi e prose (2013).
Ha tenuto numerose mostre personali in diverse città d’Italia e partecipato a importanti collettive nazionali. Edizioni della Cometa ha pubblicato, a cura di Giuseppe Appella, una monografia sulla sua opera pittorica dal 1948 al 2000 (Roma, settembre 2000).


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