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BABELE, KM 1000

BABELE, KM 1000

«C’è un nuovo Dio a governare l’Universo. Uno di centrosinistra. Sarà molto più docile con i peccatori, adotterà misure più ampie per l’accesso in Paradiso, si manifesterà più spesso agli uomini. Magari, chissà, forse un giorno manderà ’sto benedetto Messia agli Ebrei, e si risolveranno un sacco di casini»
«E lei come l’ha presa, signor ex-Dio?».
«Mah. Le dirò, ho fatto il mio tempo.
Ora la toga bianca, la barba e la severa espressione iconografica saranno prerogative di un altro. Credo proprio che tornerò a fare quello che facevo prima di candidarmi a Dio».
«Cosa faceva prima?». «Lavoravo in una falegnameria, da qualche parte giù nel mondo»


Stefano Musco
Formato:14x21 Pagg.194
978-88-7937-570-2
€ 10,00


Una mattina Dio si alza dal letto e non trova le sue pantofole.

La cosa potrebbe suonare imbarazzante per uno del suo calibro, ma è solo l’inizio: cinque dei suoi migliori serafini vengono fatti fuori a sangue freddo su una delle guglie baroccheggianti che popolano il surreale mondo delle Torri.
Dei sicari neanche l’ombra: spariti tra i meandri delle cuspidi altisonanti.
Per i servizi di intelligence del Padre Eterno non v’è dubbio: non è un attentato infernale, ma parte di una congiura ben più ampia.

Per scovare i colpevoli Dio non esita a dare carta bianca all’Arcangelo Vermouth, un gerarca in borghese dai metodi spiccioli e dal grilletto canterino, mandato a fare i conti con l’humour macabro del furbo Mefistofele pur di arrivare alla mente sopraffina che ha agito nell’ombra

In un mondo visionario in cui Lucifero è solo l’ombra del terrorista che fu e la guerra fredda tra buoni e cattivi è finita da tempo – diciamo pure dall’ultima pagina della Bibbia – un mucchio selvaggio decide di dare una scossa agli eventi. Mercenari e cospiratori senza scrupoli, ma anche artisti e romantici di ogni tipo, si giocano il tutto per tutto in una realtà surreale – l’unica realmente possibile – in cui il Padre Eterno fuma sigari cubani e la fine del mondo più volte annunciata è routine da telegiornale.

Brillante e ironico, candido e disturbante, l’esordio letterario di Musco. Uno sguardo singolare, un punto di vista spostato, da piano inclinato, per una Babele che si crea risposte senza porsi più domande.

Stefano Musco, è nato a Napoli nel 1990.
Coltiva fin dall’adolescenza una smodata passione per la scrittura, per la cinematografia e più in generale per qualsiasi forma d’arte. Nel 2010 comincia a girare una serie di cortometraggi comico-surreali, dando così avvio al progetto della «Pangolino Productions». Attualmente studia e vive a Perugia, dove nello scorso giugno si è laureato in Relazioni Internazionali.
È al suo esordio letterario.


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